PASSO – PASSO 2.3:
realizzazione di un albero (da 30 cm)

1 – Partendo da una serie di rami di varie misure ricavati da pianta di Timo selvatico essiccato, si procede al loro assemblaggio per creare le ramificazioni della chioma. Naturalmente, se non si hanno a disposizioni dei rametti che possano creare subito una composizione dall’aspetto realistico, cosa che accade il più delle volte, si deve procedere per tentativi mediante lavorazione preparatoria e svariate prove di compatibilità estetica dei singoli pezzi.

2 – L’attrezzatura necessaria per la creazione dell’albero è costituita da un piccolo tronchese da una forbice robusta da del filo di acciaio brunito molto sottile e resistente di facile lavorazione ed indicato proprio per tali lavorazioni. Il materiale impiegato oltre al timo selvatico che non si riesce a reperire se non acquistandolo, usiamo anche dei pezzi di tronco di rosmarino che in certi casi è perfetto e molto resistente.

3 – Nell’immagine, le caratteristiche del filo di acciaio armonico (malleabile), che si impiega per la lavorazione, lo si reperisce nei negozi di cartoleria specializzati per il bricolage. E’ di colore brunito e molto resistente anche se attorcigliato molte volte, molto sottile e risulta spesso utile anche in altri impieghi, ad esempio per realizzare i rami di una palma, che a tal proposito sarà tema di un prossimo passo-passo.

4 – Si verificano le compatibilità estetiche del primo ramo da attaccare. Nell’immagine si può notare il punto di partenza è il ramo di Timo più grande che non possiede molte caratteristiche di un albero ed è piuttosto tozzo. La posizione del ramo da attaccare deve trovare una discreta compatibilità d’appoggio con il tronco che lo deve accogliere altrimenti bisogna procedere con una preventiva lavorazione manuale.

5 – I rami di Timo sono molto realistici ma presentano anche molte strane angolature che in taluni casi ci vengono ad aiutare altre a creare difficoltà di assemblaggio. Qualche volta per rendere più facile la lavorazione bisogna procedere con lo snervamento del rametto per “addomesticarlo” alle nostre esigenze. Nella foto si nota come tra pollice ed indice siano tenuti in appoggio le due parti da saldare tra loro.

6 – Come dimostra l’immagine con il primo ramo in prova non si sono trovate le giuste compatibilità e lo sostituiamo con uno nuovo. Prima di procedere ad attaccare le parti si fanno altre verifiche con rami di forma e dimensione diversa allo scopo di trovare altre soluzioni che ci conduca alla competa ramificazione dell’albero secondo le nostre intenzioni costruttive.

7 – Talvolta per rendere compatibili alcuni rametti bisogna procedere alla troncatura di parti in eccesso che non sono utili alla nostra creazione, e quindi visto che il timo selvatico è di legno molto resistente ci si deve aiutare con il tronchese per rendere netto il taglio.

8 – Può rivelarsi necessario utilizzare il cutter per rimediare alle imperfezioni del ramo che va in appoggio al tronco appiattendolo con alcuni colpi ben dati della lama, per rendere più sicuro l’incollaggio.

9 – Si passa quindi a legare preventivamente i rami tra loro con il filo metallico brunito cercando di stringerli in modo che siano ben saldi nella posizione scelta. In questa fase non va usata la colla per il semplice fatto che non ci permetterebbe un ripensamento nella scelta della posizione o del ramo da applicare. Solo a completamento dell’assemblaggio dei rami principali si potrà provvedere al fissaggio definitivo usando la colla versandola sopra il filo metallico.

10 – Sono stati fissati tre rami per la chioma, sul ramo più grosso che è il primo in alto presente nella foto 1 che funge da tronco.   Si può osservare che il tronco sulla parte terminale presenta una curva verso dx che va eliminata per fare spazio ad un pezzo aggiuntivo che va ad allungarlo di cica 8 cm. I rami di Timo non sono sempre disponibili belli diritti e lunghi a sufficienza per creare il tronco quindi bisogna ingegnarsi nel modo sopra descritto.  Quando la colla ha essiccato completamente bisogna procedere all’eliminazione del filo di acciaio sfilandolo con cautela dove la sua presenza stona.

11 – Viene segato un pezzo di altra pianta in questo tipo il bosso o rosmarino, dello spessore adeguato, per renderlo compatibile con quello al quale va attaccato. Per una forte tenuta della giunzione dei due pezzi si provvede a creare due fori di pochi mm con avvitatore come da foto nei cui fori andranno inseriti i perni di aggancio. Quello sotto in metallo quello sopra di legno per facilitare l’incollaggio e la tenuta.

12 – Un chiodo privato della testa va infilato nella parte bassa del tronco perché questo poi facilita l’incastro nel polistirene o gesso che funge da base del presepio. Un pezzo di stecchino tondo (quello impiegato per spiedini) nella parte sopra che va incollata.

13 – La foto illustra il tipo di colla che viene usata in questo caso, è una colla americana dalla tenuta estremamente forte ma dal costo pure elevato, ne basta poca per arrivare ad ottenere risultati sorprendenti che nulla hanno a che vedere con la semplice Vinavil che costa 1/6 della Titebond II. Comunque, anche con la conosciutissima Vinavil si ottengono degli ottimi risultati senza dover affrontare spese elevate. La differenza sostanziale è che i tempi di essicazione della Titebond II sono decisamente più rapidi, e questo significa ridurre i tempi di lavorazione nei momenti di fretta. I pezzetti di rami di Timo dell’immagine vengono utilizzati per creare il tronco del nostro albero in costruzione, per questo motivo bisogna aiutarsi con il tronchese per spezzare longitudinalmente i singoli pezzi. È un lavoro certosino ma che alla fine ricompensa pienamente.

14 – Ora viene allungato il tronco incollandoci il pezzo aggiuntivo preventivamente elaborato. Nella foto si può notare che del nastro carta è stato impiegato per tenere assemblate le parti fino ad essicazione completata. Il passo successivo sarà quello di elaborare il tronco incollandoci svariati singoli pezzi di rami di Timo.

15 – L’incollaggio delle due parti si è completato ma come si può notare le due sezioni sono troppo diverse ed è esageratamente evidente la giunzione, quindi bisogna modellare il tronco con il metodo sopra accennato.

16 – La foto illustra i pezzi di rami di Timo che vengono spezzati con il tronchese e ricavati naturalmente dalle parti del Timo che non sono altrimenti impiegabili per la forma contorta che possiedono. Mentre per l’incollaggio dei rami è stata impiegata la colla Titebond II, nello specifico caso dell’incollaggio dei pezzetti di Timo per modellare il tronco dell’albero si impiega una colla diversa in forma di pasta bianca che ha il nome di Millechiodi già impiegata in altri passo-passo, diventa trasparente una volta essiccata e molto tenace nell’incollaggio. Il fatto che sia in gel permette di mantenere in posizione più pezzi da incollare senza che questi “scivolino” sul tavolo. Ha una presa rapida ma va detto che ci lascia 10 minuti di tempo di lavorazione per il lavoro di posizionamento definitivo. In alternativa si può impiegare la Vinavil bisogna però bisogna legare temporaneamente i pezzi con del filo.

17 – Dopo ripetuti incollaggi e una serie di passaggi di lima il tronco prende quasi la forma definitiva. Da notare come la giunzione sia totalmente sparita ed il tronco sia diventato uniforme con uno spessore maggiore alla base e decrescente verso la chioma. Si può vedere la che la colla Millechiodi non si è ancora completamente essiccata infatti negli interstizi si notino le parti bianche.

18 – Ecco un rametto che si addice per essere incollato sul tronco. Avrà bisogno di alcuni ritocchi o tagli ma prima di procedere è bene verificarne l’estetica una volta posizionato.

19 – La base del ramo viene lavorata levigandola con cutter e poi con una limatura attenta per rendere più agevole il contatto con la parte (tronco) da incollare.

20 – In questa immagine si notano le due parti incollate trattenute dalla pressione di una semplice molletta. La colla impiegata è quella in pasta Millechiodi.

21 – La parte destra della pianta ha bisogno di essere ulteriormente infoltita di rami, nello specifico quello piccolo presente sulla destra.

22 – Preparazione del punto di incollaggio.

23 – Esteticamente sono ancora insufficienti le ramificazioni e quindi si inserisce un altro rametto presente in foto. Non verrà incollato poiché è troppo grossa la base ma bensì infilato dentro un foro praticato sul tronco dell’albero ad incastro. Così, in questo passo-passo sono state impiegate tre diverse tecniche di assemblaggio.

24 – Con un avvitatore che lavora a bassa velocità e una punta da legno di misura adeguata pratichiamo il foro sul punto individuato nel tronco. Il passo successivo è quello di adeguare il ramo da infilarci preparandone/assottigliandone la punta. Se necessario impiegare anche una piccola lima per arrotondare la punta di innesto che naturalmente più è precisa più solido risulterà l’incastro dei due pezzi.

25 – L’immagine evidenzia il punto di incastro che risulta molto preciso e solido. Adesso bisogna procedere con l’incollaggio impiegando la Millechiodi o la Vinavil.

26 – Il tronco prima dell’ultimo ramo da incastrare sul tronco. Da notare che i segni più chiari del tronco sono dovuti all’impiego della lima per rimediare alle imperfezioni che immancabilmente si creano preparando ed adeguando il tronco alle misure di altezza circonferenza adeguate con l’incollaggio di pezzi aggiuntivi di ramo di Timo.

27 – Una visione d’insieme dell’albero. L’albero è quasi completato, ha solo bisogno di essere sfoltito delle foglie di Timo, vanno accorciate certe punte che eccedono e poi sarà pronto per passare alla fase successiva che sono inserimento della chioma e colorazione della stessa.

28 – La pianta che si vede in foto sarà a molti già nota e sicuramente più volte utilizzata, trattasi della Teloxis Aristata pianta che proviene dall’Olanda. Questo ramo molto folto è di ottima qualità e con una adeguata lavorazione si riuscirà a comporre gran parte della chioma dell’albero, creare anche quelle ulteriori ramificazioni insufficienti.

29 – Teloxis aristata per la chioma.