La Adorazione dei pastori è un dipinto a olio su tela (147×166 cm) del 1530 e ammirabile presso la Civica Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.

Lorenzo Lotto è stato un genio inquieto del rinascimento.Intendendo con inquietudine il desiderio di andare oltre:proprio di colui al quale il presente non basta ed è sempre un passo più avanti.L’irrequietezza, invece, è il non star bene al mondo, e dunqueda nessuna parte, perché non ci si conosce. Come sidice di certe persone: “È grandema non sa cosa fare da grande”.

L’impressione generale che se ne ricava è di una grande intensità emotiva.

Gli sguardi dei personaggi sono tuttisu Gesù, tranne quello di un angelo rivolto verso lo spettatore.

Una luce crepuscolare avvolge tutta lascena evidenziando le figure dei personaggi in un gioco di ombre e luci.

L’effetto di controluce è evidente su Giuseppee sull’asino: sulla sinistra, in secondo piano.Maria, in preghiera, è inginocchiata dentro la mangiatoia.Gesù tende le braccia ad un agnello quasi giocando -prefigurando il tema della passione e della croce.

Gli abiti che si intravedono sotto le casacche ruvide dei pastori sono eleganti, tipici della moda del 1500, e fannopensare che in queste vesti il pittore abbia raffigurato i committenti.Sullo sfondo, a destra, una finestra con l’inferriata aforma di croce è “inquadrata” dalle ali di un angelo ed intersecata da un’ala dell’altro.

Il tema della passione è evidenziato da vari elementi:anche la mangiatoia è rettangolare come un sarcofago, unatomba. Se dunque assumiamo questo criterio di lettura:

-l’agnello è quello del sacrificio pasquale

-i due pastori che lo sorreggono e lo stanno deponendo in una mangiatoia-sepolcro non rimandano forse aGiuseppe d’Arimatea e a Nicodemo che tolsero Gesù dalla croce e lo deposero nel sepolcro?

-ma… anche loro sono “sorretti” dagli angeli, ciascuno dei quali appoggia una mano sulla spalla delpastore che gli sta davanti (e su un braccio del pastore di destra): la fede ha bisognodi un sostegno divino, anzi…la Fede cristiana ci dice che è Dio che, per primo, crede in me, solo in un secondo momento io credo in Dio.Ce ne vuole di fede per deporre nel sepolcro il corpo ormai morto del Figlio di Dio e credere che lo sia davvero!

-Maria è l’addolorata: “dentro” la passione di Gesù,coinvolta nel mistero; cosa che non si può dire diGiuseppe e della coppia bue-asino avvolti nella penombra.

commento tratto da: www.parrocchiamilanino.it