Agosto mese di vacanze: abbandoniamo pertanto il Veneto per recarci sulla costa adriatica delle Marche per ammirare un vero capolavoro rinascimentale di Lorenzo Lotto; l’annunciazione.

Storia: La datazione del dipinto non è sicura, è probabile che sia stato eseguito da Lotto a Venezia poco dopo ilritorno nella città natale seguito al lungo soggiorno bergamasco, durante il quale non ha perso i contatti concon i committenti marchigiani.

Descrizione: La Vergine appare turbata, spaventata, e, con la schiena volta alle apparizioni celesti, si rivolge allo spettatore. Un gesto umanissimo,, che ispira immediata simpatia, anche per gli occhi scuri che vagano, le mani fragili, sollevate, e i vestiti sgualciti dall’improvvisa torsione. Dio Padre, sullo sfondo, sembra quasi tuffarsi a infrangere l’ordine silenzioso, quasi pignolo, della stanza di Maria. L?arcangelo è una presenza corposa, massiccia, sottolineata dall’ombra che si proietta sul pulitissimo pavimento.  Alle spalle di Maria sono i simboli di una vita che cambia: il libro, lo sgabello con la clessidra, il letto, l’asciugamano, la cuffia d anotte, il candeliere. Gli oggetti di una cura domestica che si era rinnovata nella ripetizione quotidiana di gesti quasi meccanici, e che ora, sembrano allontanarsi, quasi sfumare.

Affrontando uno dei temi più frequenti nell’arte sacra, Lotto attua una delle più libere e famose espressioni di originaità creativa e di novità inventiva: la sua Annunciazione è un momento altamente drammatico con il guizzo quasi diabolico del gatto che fugge con la schiena inarcata.

Articolo tratto dal libro: “La grande storia dell’arte” (vol. Il Rinascimento Italiano) Electa editore