Questa sezione raccoglie le nostre realizzazioni degli ultimi anni, cioè da quando, frequentando alcuni corsi tenuti da Fabio Modeo e studiando i video-corsi delle lezioni tenute dai maestri Bombelli e Pigozzi abbiamo cominciato ad avvicinarci ad una qualità, per noi, soddisfacente.Ovviamente il percorso di miglioramento è ancora pieno di conquiste e speriamo possa essere anche lungo.

Siamo partiti con il costruire presepi orientali, cercando di avvicinarci il più possibile ai paesaggi, ai colori, agli oggetti tipici della Palestina antica. Poi ci siamo sentiti attratti da quelli popolari, poiché crediamo che offrano maggiori scenografie e possibilità creative. Recentemente, infatti, ci concentriamo sulle tipiche costruzioni e ambientazioni rurali dell’Italia centrale (Toscana, Umbria) e della campagna e pedemontana veneta. Rubiamo qualche scorcio e ci facciamo ispirare anche dalle case montane dei borghi del trentino o del bellunese che frequentiamo, per turismo, fin da bambini.

Pur convergendo verso uno stile che cerca di trasmettere l’atmosfera dei borghi italiani di un tempo, con alcune digressioni sullo stile palestinese delle prime realizzazioni, le nostre modeste opere si distinguono tra loro per alcune caratteristiche. Fabrizio, per esempio, rende molto realistica la scenografia con tanta vegetazione e con l’inserimento di qualche albero di sua fattura, inoltre, per la colorazione, adotta le terre e la colla di coniglio, mentre Michele, si concentra maggiormente sulla composizione dei borghi e per la colorazione predilige la facilità degli acrilici.

Le nostre realizzazioni non contemplano alcun movimento meccanico. Riteniamo, infatti, che una bella scenografia e un’accurata realizzazione statica, possano infondere emozioni e meraviglia in modo che ciascuno possa interpretare a piacere, come di fronte a una speciale fotografia.

I materiali usati sono quelli maggiormente impiegati dai presepisti e cioè polistirolo, polistirene, gesso, balsa, argilla naturale e sintetica, adattando e personalizzando tecniche costruttive imparate attraverso i corsi dei maestri Pigozzi e Bombelli e di Fabio Modeo.
E’ proprio alle loro opere che cerchiamo, con i nostri limiti, di avvicinarci perché ci sentiamo coinvolti dalla speciale atmosfera che queste riescono a emanare.

Lo sforzo profuso nelle nostre realizzazioni ha lo scopo di non trasformare i presepi in freddi plastici perfetti. Una casa, una fontana, un albero, cerchiamo di farli molto realistici, ma allo stesso tempo evitiamo di trasmettere la sensazione di troppo pulito, di nuovo. Che si tratti di un orientale o di un popolare, l’ambientazione deve infondere il fascino del vissuto, del vecchio, della povertà. I borghi e le scenografie dei nostri diorami o presepi aperti popolari hanno questo intento: immergere l’osservatore in una atmosfera d’altri tempi nella quale i ritmi erano lenti, scanditi dalle stagioni e la vita, pur difficile per il duro lavoro nei campi o nell’allevamento, era avvolta da una pacatezza che confortava gli abitanti e ne allietanva le giornate. Poesia tridimensionale quindi, la stessa dei versi del Pascoli, di D’annunzio, di Carducci, di Leopardi.

Le nostre realizzazioni, grazie anche alla collaborazione con alcuni artisti che ci realizzano le figure in terracotta, sono ospitate, ogni anno, in diverse mostre del Veneto. Sapere che le offerte dei visitatori sono destinate a contribuire alla realizzazione di opere o progetti per le varie parrocchie e in alcuni casi per aiutare le missioni nei paesi poveri, ci stimola a impegnarci in tale attività che si trasforma così in azione di volontariato indiretto.

Pur con le dovute differenze stilistiche tra Fabrizio e Michele, l’obiettivo però è comune: regalare, se possibile, una piccola emozione all’osservatore.