La flagellazione di Gesù: Chiesa di S. Anastasia a Verona

Nel mese di aprile di quest’anno si celebra la S. Pasqua. A Pasquetta, per la consueta gita “fuori porta” possiamo recarci a Verona e precisamente a visitare la chiesa di Santa Anastasia che custodisce un dipinto riferito a uno dei momenti più forti degli ultimi giorni di vta di Gesù: la “flagellazione”.

Nessuno è profeta in patria, si dice. E nel caso di Claudio Ridolfi è così. Ridolfi è nato a Verona nel 1570 circa, ma non è nella sua città natale che questo artista troverà fortuna.
Claudio Ridolfi ha avuto il privilegio di nascere in una famiglia nobile veronese e questo gli ha permesso di studiare da diversi artisti sia a Verona che a Venezia, dove è stato allievo di Paolo Caliari, detto Paolo Veronese.  Quando a Verona una sua opera (L’Assunta, dipinta per il Santuario della Madonna di Campagna) non trovò grandi apprezzamenti, se ne risentì. Per un breve periodo smise di dipingere, poi abbandonò la città. Dimorò per un breve periodo a Roma, poi lavorò al servizio del duca di Urbino.

Nelle Marche, incontrò il maestro che più di tutti lo influenzò, Federico Barocci. Grazie al Barocci, Ridolfi affinò ancora di più la sua arte. Ed è sempre nelle Marche che Claudio Ridolfi incontra la donna che poi diventerà sua moglie, una nobile di Corinaldo da cui ebbe nove figli.

Avendo messo su famiglia a Corinaldo, il pittore veronese si stabilì lì, senza però mai tagliare i ponti con Verona. Gli furono infatti commissionate a distanza alcune opere, che poi lui inviò nel veronese. Nella sua Verona ci tornò poche volte, più per nostalgia. Le pressioni familiari lo spinsero sempre a tornare a Corinaldo dove morì 1644 e dove il suo nome è ancora oggi ricordato, oltre che dalle sue opere, anche da una raccolta di opere d’arte del XVII secolo a lui intitolata.

A Verona le sue opere si possono ammirare a Santa Anastasia (Flagellazione di Gesù) e al Museo di Castelvecchio. Ma sono soprattutto le Marche a custodire il suo patrimonio artistico, sia ad Urbino e nei paesi dell’entroterra pesarese, come Pergola, sia in alcuni paesi dell’anconetano, come Ostra, Fabriano, Osimo e Arcevia, oltre a Corinaldo.“

Articolo tratto dal sito:  http://www.veronasera.it/speciale/blog/claudio-ridolfi.html