TORREGLIA (PADOVA). ANONIMO: ADORAZIONE DEI MAGI.

Gennaio inizia con l’Epifania. Andiamo ad ammirarne una a Padova. Il dipinto su tavola, di piccolo formato, era destinato probabilmente alla devozione personale all’interno di un’abitazione privata, e raffigura la scena dell’Adorazione dei Magi: entro una composizione in primissimo piano che rinuncia ad ogni dettaglio ambientale, la Vergine sorregge il Bambino avvolto in bianche fasce e lo porge ai tre Magi che da destra gli si accostano. Il più giovane di loro offre un bruciaprofumi dalle forme orientali mentre il “moro” sulla destra regge un vasetto chiuso contenente – possiamo immaginare – la mirra descritta nei Vangeli.

L’Adorazione di Torreglia è una variante di quella dipinta da Andrea Mantegna (1431-1506) verso la fine della sua vita e oggi conservata al J. Paul Getty Museum a Los Angeles (vedi foto), e come sembra indicare lo stile fu realizzata probabilmente da un pittore veneziano, che poteva avere accesso ad altre copie o a disegni dell’originale. Sono stati fatti i nomi del trevigiano Rocco Marconi (1490 [?]-1529) e del bergamasco Girolamo da Santacroce (1490ca-1556), entrambi attivi a Venezia agli inizi del Cinquecento e allievi rispettivamente di Giovanni Bellini (1433ca-1516) (di cui Andrea Mantegna aveva sposato una sorella) e del fratello di lui Gentile Bellini (1429-1507).

Di questo dipinto esistono anche altre versioni, che in modo diverso si discostano dall’originale mantegnesco pur rimanendo fedeli all’iniziale idea compositiva. Nel caso dell’Adorazione di Torreglia, il pittore ha eliminato la figura di San Giuseppe sulla sinistra, sostituendola con un tralcio di vite legato a un supporto in legno a forma di T (simbolo cristologico ma forse anche allusione al nome del pittore “Santacroce”, come è stato suggerito). Manca inoltre la coppa in porcellana contenente monete, che nel dipinto di Mantegna è offerta dal personaggio calvo in primo piano, e che nella versione di Torreglia potrebbe essere stata eliminata con la sostituzione e la ridipintura dell’asse inferiore della tavola.

L’opera fu donata, insieme ad altri dipinti, alla parrocchia di Torreglia dall’abate Jacopo Facciolati (1682-1769), che di Torreglia era originario: sacerdote, erudito, professore presso il Seminario fondato a Padova da san Gregorio Barbarigo, latinista e grecista, nel corso della sua vita raccolse una collezione di dipinti molto ammirata dai “conoscitori” a lui contemporanei.

La tavoletta era collocata all’interno dell’antica chiesa parrocchiale di Torreglia, San Sabino che svetta sulla sommità del Colle della Mira, ma dal 1995, per motivi di sicurezza, l’opera è custodita presso il Museo Diocesano di Padova. Nel 2006 è stato effettuato un restauro e in occasioni particolari viene esposta nella Chiesa di San Sabino dove è comunque visibile una riproduzione sia dell’Adorazione del Mantegna e sia dell’Adorazione di Torreglia.

Articolo tratto dal sito: https://www.comune.torreglia.pd.it/turismo/cosa-vedere/dipinto-adorazione-dei-magi/#