MANTOVA. Andrea Mantegna: Il Battesimo di Cristo

Nel mese di agosto dedichiamoci una gita in una città che è Patrimonio dell’Umanità: Mantova. Impossibile non visitare uno dei luoghi più belli e ricchi d’arte: la Basilica di Sant’Andrea, opera di Leon Battista Alberti. La basilica, oltre a conservare le ampolle con il sangue di Gesù che il soldato romano Longino, colui che ne aveva ferito il costato, aveva portato fino a Mantova, ospita la tomba di Andrea Mantegna nell’apposita cappella funebre.

Il Battesimo di Cristo è un dipinto tempera a caseina e oro su tela (176×230 cm) di Andrea Mantegna, databile al 1506 circa e conservato nella cappella funebre dell’artista nella basilica di Sant’Andrea a Mantova.

L’opera fa parte di quelle opere citate da Francesco Mantegna nella bottega del padre dopo la sua morte nel 1506. L’opera era incompleta e venne probabilmente terminata dal figlio Francesco, artista non all’altezza del padre: suo è forse il colorito sommario sul panneggio del manto dell’uomo a destra. Con la Sacra Famiglia e Famiglia del Battista venne destinata, secondo la volontà dell’artista, a decorare la cappella funebre dell’artista in Sant’Andrea, collocazione che mantiene tutt’oggi. La scelta del tema è legata alla dedica al Battista della cappella.

Il dipinto non è in condizioni ottimali, tanto che in molte aree si è persa la preparazione pittorica ed emerge la tela bruna sottostante. Gesù è raffigurato al centro mentre riceve il battesimo da san Giovanni Battista, in piedi a destra su una rocca. In alto appare la colomba dello Spirito Santo, e Gesù sembra fare un gesto di benedizione verso Giovanni. A sinistra un altro personaggio, probabilmente un angelo, regge la veste di Cristo sottobraccio. A destra un personaggio non identificato regge un secchiello.

Lo sfondo è composto da colline digradanti, con una roccia che torreggia incombente a destra (come nel Trionfo della Virtù del 1499-1502) e con due alberi di agrumi, arance a destra e limoni a sinistra, che ricordano da vicino lo sfondo della Pala Trivulzio (1497).

Tra i brani meglio riusciti dell’opera c’è il panneggio del perizoma di Cristo, il cui chiaroscuro incisivo dona una plasticità scultorea notevole.

Articolo tratto dal sito: “Webipedia”