Nuovo Passo-Passo (3.3) in Risorse Tecniche (Strutture architettoniche).

Nell’ambito delle “Risorse Tecniche” (Sezione “Strutture architettoniche”) è stato pubblicato un nuovo Passo-Passo (3.3 Progetto Presepio 2019 – dal bozzetto all’opera) relativo alla descrizione della realizzazione del presepio 2019 ospitato alla mostra permanente del presepio di frassinelle Polesine (Rovigo). Buon lavoro!

Ti potrebbe interessare anche: Colata di gesso per una struttura architettonica

Firenze: Andrea Del Castagno – cenacolo al convento di Sant’Apollonia

Firenze: Andrea Del Castagno. Cenacolo

Dettaglio del Cenacolo

Il nove di febbraio è dedicato a Sant’Apollonia. Per questo motivo inviatiamo alla visita di seguito descritta. A pochi passi da Piazza San Marco in Firenze e dall’affollata Galleria dell’Accademia si trova uno dei tesori di Firenze. Questo gioiello è stato per secoli custodito gelosamente dalle monache benedettine fino all’Ottocento, quando fu svelato alla città solo dopo le soppressioni conventuali, passando infine al demanio nel 1866. Si tratta del primo cenacolo rinascimentale di Firenze, dipinto all’interno del convento di Sant’Apollonia, abitato dalle suore di clausura benedettine fin dal 1339.La struttura divenne una delle più grandi della città, grazie agli ampliamenti del 1440 con l’aggiunta di un chiostro e di un refettorio. Proprio in quest’ultima sala rettangolare con soffitto a cassettoni, illuminata da finestre sulla parete destra, fu chiamato a lavorare Andrea del Castagno nel 1447. L’Ultima Cena è dipinta come se si stesse svolgendo sotto un loggiato coperto da una tettoria. Quest’illusione prospettica, mirabilmente studiata nei dettagli, è priva di parete anteriore, in modo da permettere allo spettatore di partecipare alla scena dall’esterno. L’ambientazione è curata nei minimi dettagli: le tegole del tetto viste frontalmente, al soffitto che alterna quadrati bianchi e neri, i sedili su cui poggia un manto elegante, il fine tovagliato che scende dalla tavola e gli oggetti in vetro finemente contornati in bianco. Tutto è inquadrato attraverso attenta prospettiva, studiata per un punto di osservazione centrale all’interno del refettorio. I discepoli si stagliano su un drappo verde petrolio intessuto di motivi floreali, sedendo attorno ad una tavola elegantemente imbandita, che marca la scena orizzontalmente con il suo candore. Solo un personaggio vestito in abito vinaccia siede su un panchetto oltre la tavola, più vicino allo spettatore. È ben identificabile come Giuda, raffigurato nel gruppo centrale dei personaggi di fronte al Cristo, dipinto mentre si appresta ad intingere il pane nello stesso piatto cristallino. È questa la scena dove converge l’attenzione, marcata dal pannello screziato sullo sfondo che risalta su tutti gli altri riquadri circostanti. Quattro personaggi, quattro espressioni, diverse simboliche gestualità. Mentre i panneggi delle vesti sono morbidi e con profonde pieghe, le fisionomie che ritrae Andrea del Castagno sono decise, forti, talvolta aspre, come quella di Giuda, più vicina ad un satiro, marcato con una forte connotazione. Accanto a Cristo benedicente si ritrova l’apostolo più giovane, Giovanni, ricurvo sul tavolo e con gli occhi chiusi. Pietro invece è al fianco destro di Gesù, a sottolineare il legame con la futura comunità cristiana.

tratto da: https://www.visitflorence.com/it